La Terapia Razionale Emotivo Comportamentale (REBT) di Albert Ellis

Rosario Capo, 2016 ©

Quando si pensa ai caposaldi della Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) non si può prescindere dal riferirsi ad Aaron Beck (TCS - Terapia Cognitiva Standard) e ad Albert Ellis (REBTTerapia Razionale Emotiva Comportamentale).

Entrambi, infatti, hanno contribuito enormemente alla costruzione ed allo sviluppo di questo paradigma teorico-procedurale, seppur con prospettive differente.

Anche se la Terapia Cognitiva Standard (TCS) elaborata da Beck è spesso ancora oggi ritenuta il prototipo dell’approccio cognitivo-comportamentale (CBT), molti dei suoi assunti teorici e dei suoi principi procedurali sono stati superati e messi in discussione.

Le suggestioni proposte da Albert Ellis, invece, appaio a tutt’oggi di grande modernità scientifica e di profonda saggezza ed efficacia clinica: entriamo, di seguito, nel merito della questione.

Beck, dal canto suo, ha inteso spiegare emozioni e comportamenti patologici e fonte di sofferenza soggettiva, disadattamento ed insoddisfazione, dando particolare rilievo ai processi soggettivi di elaborazione dell'informazione (attribuzione di significati idiosincratici agli eventi ed alle situazioni sperimentati), che a suo avviso costituirebbero la chiave di volta per spiegare l'output emotivo e comportamentale problematico a partire da un input potenzialmente neutro o, quantomeno, ambiguo.

Secondo Beck, infatti, nei casi patologici gli stimoli ambientali (prevalentemente interpersonali) e/o propriocettivi, verrebbero interpretati in modo distorto dal soggetto in virtù di meccanismi alterati di elaborazione dell’informazione (biases), in grado di influenzare le percezioni e le valutazioni dell’individuo, in senso pessimistico e negativo, illuminando pericoli, minacce, danni, eventualità dolorose che in realtà non sussistono effettivamente o, quantomeno, sono estremamente improbabili.

Secondo Beck, dunque, il mondo sarebbe generalmente meno brutto ed ostile di come lo “dipinge” il paziente e, dunque, quest’ultimo andrebbe sollecitato a distanziarsi criticamente dalle proprie previsioni pessimistiche (dunque, in ultimo, rassicurandosi), attraverso opportune procedure socratiche e/o di scoperta guidata.

Dal punto di vista di Ellis, invece, la vera soluzione ai turbamenti emotivi (stati affettivi sgradevoli frequenti, intensi e perduranti) ed all’attuazione di condotte inappropriate di evitamento o iper-perseguimento dei propri desideri, sarebbe il ridimensionamento delle pretese assolute del soggetto circa il fatto che le cose dovrebbero andare come egli desidera.

Secondo l’autore, infatti, quando un desiderio o una preferenza, si trasformano in una necessità assoluta (“O Roma o morte!”), si generano emozioni esasperate ed attitudini comportamentali disfunzionali, quantomeno a medio ed a lungo termine (es.: evitamento diffuso, pretesa, aggressività, ossessione, ecc.).

Il paziente, dunque, andrebbe prevalentemente aiutato, secondo Ellis, a ridimensionare il valore soggettivo attribuito ad una data condizione anelata (es.: piacere agli altri; essere rispettato ed ammirato; avere successo nel lavoro; ecc.), attenuando la percezione di catastroficità del possibile fallimento di tale desiderio.

Ricondurre, dunque, una “pretesa” o una “necessità assoluta” al rango di preferenza o desiderio, sarebbe la vera soluzione ai turbamenti psicologici degli esseri umani secondo la REBT.

Tale assunto di base, fondato nella filosofia stoica (Epitteto, Marco Aurelio, ecc.), pone Albert Ellis in qualità di precursore delle attuali psicoterapie focalizzate sull’Accettazione (ACT, Mindfulness, ecc.).

Per l’autore, infatti, il paziente non va rassicurato circa il fatto che quanto egli teme non si realizzerà effettivamente (es.: essere rifiutato, deriso, umiliato, abbandonato, fregato, licenziato, ecc.) ma, piuttosto, va messo nella condizione di accettare anche l’ipotesi peggiore, esponendosi ad essa e facendo l’esperienza che “esiste un dopo”, ossia, c’è ancora la possibilità per lui di vivere in modo sufficientemente felice e significativo.