La psicoterapia integrata

La Psicoterapia Integrata unisce metodi psicoterapeutici efficaci per superare il disagio psicologico. Il modello di intervento utilizza approcci che derivano da diversi orientamenti teorici: sistemico-relazionale, cognitivo-comportamentale, umanistico e psicodinamico. Può, inoltre, permettere un intervento psicoterapeutico sinergico a una possibile terapia farmacologica, prescritta dallo psichiatra.

La teoria alla base della Psicoterapia Integrata poggia sulle più importanti e recenti scoperte in ambito scientifico. I 5 punti fondamentali sono:

  1. Tutti i pensieri derivano da processi neurobiochimici
  2. I geni sono importanti nel definire i pattern di interconnessione sinaptica
  3. La cultura ci modifica come la nostra natura
  4. L’espressione genetica è modificabile tramite il comportamento e l’ambiente ad esso correlato
  5. La psicoterapia può generare cambiamenti a lungo termine tramite: apprendimento, alterazione delle connessioni sinaptiche ed espressione genetica.

(Kandel)

Alla luce di queste considerazioni neuropsicologiche, i fondamenti epistemologici della teoria alla base della Psicoterapia Integrata sono di orientamento psicodinamico e considerano i seguenti concetti:

  1. La maggior parte dell’attività mentale è inconscia
  2. I processi mentali, incluse le emozioni e i sistemi motivazionali, operano in parallelo provocando conflitti e generando soluzioni di compromesso
  3. Le esperienze infantili hanno un ruolo primario nello sviluppo della personalità, attraverso la costruzione interattiva di modelli relazionali
  4. Tali modelli, costituiti dalle rappresentazioni soggettive di sé, degli altri e delle relazioni interpersonali guidano le percezioni, le valutazioni e le azioni delle persone con una certa continuità nell’arco del ciclo vitale
  5. Lo sviluppo della personalità individuale implica non soltanto un apprendimento della regolazione degli affetti ma anche l’evoluzione da uno stato immaturo di dipendenza sociale a uno stato maturo di interdipendenza

(Westen)

I concetti di riferimento della Psicoterapia Integrata permettono al professionista di operare con una visione scientifica della nostra struttura mentale. Infatti, secondo i recenti studi sul cervello, la mente è una considerata come una rete parallela di sistemi di attribuzione di significato e comprensione, organizzati in maniera multipla, coesistenti, talvolta in maniera conflittuale. In sintesi, il cervello è concepito come un sistema di integrazione di molteplicità sincroniche e diacroniche.

(Cazzaniga)

Partendo da questi presupposti teorici, con la psicoterapia integrata lo Psicoterapeuta può aiutare il cliente a relazionarsi con maggiori soddisfazioni personali. I suoi talenti possono essere direzionati con maggiore funzionalità; l’autostima può essere sviluppata in armonia con la realtà.

La vita nella sua complessità ci pone molto spesso davanti a stress e difficoltà, lo psicoterapeuta può aiutarci a tollerare emozioni e pensieri più vasti e talvolta dolorosi; costruire rapporti sessuali più soddisfacenti, comprendere meglio se stessi e gli altri e far fronte alle scelte e alle difficoltà della vita con maggiore libertà e flessibilità.

Alla base del percorso psicoterapeutico c’è la creazione di una relazione di fiducia ed empatia. Una relazione dove l’individuo si senta veramente capito e ascoltato. Grazie a questo legame sincero e sicuro si inizia ad approfondire i propri stati mentali e le derivanti rappresentazioni della vita reale e delle relazioni con gli altri. La creazione di situazioni (principalmente di tipo implicito) dove il sé è riconosciuto dallo psicoterapeuta come intenzionale e reale farà sì che questa identificazione venga fatta propria dal paziente che acquisterà una migliore posizione mentalizzante.

La mentalizzazione permette di rappresentare e riflettere sui propri e sugli altri pensieri, desideri e credenze e moderare così l’impatto delle esperienze negative.

Purtroppo spesso la chiusura in sé, l’identificazione con situazioni o persone abusanti; lo stress precoce e perdurante e una prolungata attivazione di modalità di attaccamento possono generare una ridotta capacità di mentalizzazione.

In queste situazioni un intervento mentalizzante favorisce e fornisce rappresentazioni coerenti di desideri, sentimenti e credenze per regolare adeguatamente le proprie emozioni e per relazionarsi con gli altri in modo soddisfacente.

Le più recenti psicoterapie si focalizzano su questo processo mentale, molte delle quali sono interventi evidence-based, come ad esempio la Mentalization-Based Therapy (MBT) di Peter Fonagy.

 

Nella Psicoterapia Psicodinamica Integrata la costruzione di un legame empatico è la base su cui poggiare un intervento di interpretazione della realtà psichica presentata dal cliente. Dopo averlo costruito, infatti, è possibile confrontare i vissuti esperienziali presentati, organizzarli e ricondurli a concezioni implicite (rappresentazioni) che influenzano o distorcono la visione del mondo e delle relazioni con gli altri. Il terapeuta collaborando con il cliente lo aiuta a verbalizzare un corretto e adeguato senso della misura e dei limiti; favorisce la creazione di immagini mentali da esperienze intersoggettive sufficientemente appropriate e motivanti; fa emergere una componente implicita del pensiero (Pensiero Inconscio) storicizzandolo e generando una comprensione di sé e dei propri stati mentali più matura e regolata emotivamente. Lo psicoterapeuta segue passo passo il processo di elaborazione dei vissuti emotivi ed esperienziali espressi dal cliente e interpreta il suo disagio nella vita presente. Verbalizza, organizza e mentalizza le esperienze traumatiche dell’individuo e le ripresenta in modo narrativo, nel qui e ora, per favorire la comprensione implicita del materiale psichico.                                

(Lago)